il belvedere di latina
a cura di Nazzareno Ranaldi
La prima cosa che viene in mente sfogliando le vignette di Francesco iannella è uno slogan: Iannella sindaco! Si è occupato di tutto, della mondezza, dell'acqua, della città di fondazione, delle aziende in crisi, del Parco, della centrale, della SA.PE.I., dell'intermodale, delle primarie, dell'aereoporto, della notte bianca, degli eucaliptus, della notte bianca, della mafia, di Barbareschi, della raccolta differenziata...

vignette di Francesco Iannella

racconti di Antonio Pennacchi *

Eucalypti e fighetti

Poveri eucalypti, che fine stanno a fare.
Dice: "Ma ancora con la storia delle fasce frangivento?".
No no, lì mi sono messo l'anima in pace: non gliene frega niente a nessuno, manco ai verdi un altro po' (che stanno tutti i giorni a parlare dei sacro diritto dell'ambiente, degli zingari e degli storni, ma dell'eucalyptus no: lui è pianta straniera, non autoctona, viene dall'Australia e soprattutto l'hanno importata i fasci, andasse quindi ammorìammazzato), mica mi ci posso fare il sangue amaro io. Delle fasce frangivento se ne fregano sia il sindaco che il presidente dei Consorzio di bonifica - che sono appunto presunti fasci - mi deve fregare a me? Taglia che è rosso.
No, gli eucalypti che muovono a duro sconfor-to il mio povero cuore sono quei pochi rimasti in città. Gli conveniva scappare di notte. Travestirsi da querce. Farsi la tessera della Lipu. Dice: "Ma che è successo?". Niente: l'assessore ai giardini, Motosega Yamaha, li ha presi di mira. So'cazzi loro, mo' . Li sta facendo potare - povere bestie ~ con la scure di Attila. Gli hanno levato tut-to. Staccato le cime. Troncati i rami. Quelli di Piazza Quadrata ti dicono proprio, quando passi: "Prega per me".
Erano dei cristi che mettevano paura.
Tu dicevi: "Ammazza che potenza". Adesso sono eucalypti bonsai. Dice: Ma forse è per la sicurezza, erano pericolosi, magari si staccava un ramo". Tutte cazzate. L'Eucalyptus è fragile - e quindi pericoloso - solo quando è giovane. Quando è stagionato è come il ferro, non lo butta giù nessuno (sempre se non gli rompi i coglioni tu), mica è come il pino. Va' a vedere in Australia: bestie da un centinaio di metri, che campano centinaia d'anni (6-700), E per questo che lo portarono qua: è lui il genius loci della Bonifica. Lascialo campare, lascialo crescere in tutta la sua imponenza: è in lui che riposa l'epos, il sangue e il canto degli eroi. No, tu gli devi andare a rompere i coglioni. Quello può ergersi più alto e sopravvive-re sicuramente a tutti i graffacieli Key, solo se qualcuno lo protegge da te. Ma questi ciànno in testa il prato inglese. E gli alberelli bonsai. Altro che fasci: fichetti. E forse gli dà fastidio la roba troppo alta. Gli crea insofferenza - che ne so? - una sorta di invidia, un inconscio senso di colpa, un atto d'accusa. Dicono sempre: "Frezzotti ha fatto Littoria a misura d'uomo", e intanto stanno a fa' gli eucalypti a misura d'assessore.

* autore de "Il Fasciocomunista" e "Shaw 150", entrambi pubblicati da Mondadori
Il Belvedere di Latina è attualmente in vendita nelle librerie Le Nuvole (Galleria Pennacchi, Via don Morosini) e Piermario & co (Via Armellini 26)